Renata Zecchi Sottotracciabcc

Percorsi , contenuti e numeri della Banca del Territorio Lombardo

Gentile Socia, Gentile Socio

con l’Assemblea Ordinaria e Straordinaria prevista in seconda convocazione per domenica 10 gennaio 2016, come Compagine Sociale saremo chiamati a esprimerci su una scelta epocale della vita della nostra cooperativa.  L’Assemblea dei Soci – nella sua parte Straordinaria – è infatti convocata per deliberare in merito al Progetto di Fusione con la BCC di Pompiano e Franciacorta, al fine di dare vita alla “BANCA DEL TERRITORIO LOMBARDO”, cioè ad un nuovo soggetto bancario che si porrà, per dimensione e solidità patrimoniale, fra le eccellenze del movimento cooperativo.

IL PERCORSO CHE CI HA PORTATO A PROPORRE  IL PROGETTO “BANCA DEL TERRITORIO LOMBARDO

A partire dalla fine del 2014 questo Consiglio di Amministrazione ha posto al centro delle proprie riflessioni la questione relativa alle prospettive di lungo periodo della nostra cooperativa, in un contesto economico, di mercato e normativo che chiedeva risposte e scelte responsabili, sollecite e soprattutto lungimiranti.

Il tutto con l’obiettivo di garantire, in una situazione complessa dell’economia, un rafforzamento strutturale delle proprie capacità operative e competitive, dell’efficacia e dell’efficienza con cui condurre le attività, delle modalità di gestione dei rischi e, in ultima analisi, della solidità patrimoniale, prerequisito indispensabile per poter continuare ad operare efficacemente al servizio della clientela e del territorio.

A tutta evidenza queste riflessioni sono state inserite in un contesto regolamentare, di mercato e del Movimento del Credito Cooperativo assai articolato e in continuo divenire, con il tema della cosiddetta Riforma del Credito Cooperativo che ha attirato l’attenzione delle BCC già a partire dallo scorso mese di gennaio 2015 e con l’entrata in vigore, a partire dal mese di novembre 2015, della cosiddetta “Vigilanza unica europea”.

Con l’entrata in vigore del regolamento che istituisce il meccanismo unico di vigilanza, attribuendo alla BCE e alle Autorità nazionali competenti le funzioni di supervisione bancaria, si è aperta una fase del tutto nuova per le Banche, basti pensare ai nuovi criteri di salvataggio interno in caso di crisi (bail in). A questo si aggiunga che, con Basilea 3, sarà richiesta anche alle BCC una maggiore adeguatezza qualitativa e quantitativa patrimoniale, in un lasso temporale, graduato a seconda dei parametri considerati, tra il 2015 e il 2019. Se tutte queste innovazioni non possono che essere viste come positive in linea di principio, esse costituiscono però una sfida molto forte per le Banche di piccole dimensioni per il taglio che regole primarie, standard tecnici e principi di vigilanza hanno assunto.

A fianco di questa pressione regolamentare, il Consiglio di Amministrazione ha valutato con responsabilità come l’uscita dalla crisi economica tardi ad arrivare. Anche cogliendo i segnali positivi di quest’ultimo periodo, le Banche si trovano ad operare in contesti economici e sociali strutturalmente diversi da quelli degli anni pre-crisi. I tassi di interesse a valori prossimi allo zero hanno, in questi anni, dimezzato la principale fonte di reddito delle piccole Banche, che facevano delle intermediazione creditizia la propria principale attività. La capacità di produrre utili e quindi di patrimonializzarsi, passa oggi obbligatoriamente dalla gestione di masse maggiori, unita ad una maggiore efficienza ed ad una maggiore produttività.

Quale che sia l’esito del progetto (o dei progetti) della stessa Auto Riforma del Credito Cooperativo, la via maestra dovrà comunque passare da BCC più grandi, più solide, con sistemi di governo rinnovati, con più maturi modelli di gestione del rischio, con strutture più snelle ed efficienti, con un uso più pervasivo e intelligente della tecnologia. Di sicuro ci aspetta, e anzi può considerarsi già ampiamente avviato, un deciso processo di aggregazioni che modificherà radicalmente l’attuale assetto del movimento delle BCC.

In questo contesto si è ritenuto non solo inevitabile ma anche necessario e responsabile valutare fin da subito le opzioni strategiche relative al futuro della nostra BCC, così da poter assumere le decisioni in autonomia e da una posizione solida. Nessun diktat quindi da Banca d’Italia, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa intrapresa, ma la volontà di muoversi con tempestività e determinazione come il contesto in piena evoluzione richiedeva.

Questo il senso dei contatti che si sono protratti nel primo semestre 2015 con una altra Consorella BCC della provincia di Brescia e che, nonostante il serrato confronto portato avanti dalle parti, non ha trovato in conclusione una visione strategica univoca, volta alla nascita di un nuovo soggetto bancario nella tradizione BCC.

Comunione di intenti e di obiettivi, nel reciproco rispetto della propria storia ed identità, si è viceversa concretizzata, su basi solide e condivise, nei rapporti che si sono susseguiti con la BCC di  Pompiano e Franciacorta. La nostra storia ultracentenaria, la riconosciuta capacità di interpretare e servire i bisogni di un territorio ricco ed operoso, una compagine sociale attiva, la professionalità dei nostri collaboratori, sono il patrimonio che ha consentito alla BCC di Bedizzole Turano Valvestino di individuare, in totale autonomia, un partner con cui costruire, su basi solide e condivise, un futuro comune.

I CONTENUTI DEL PROGETTO DELLA “BANCA DEL TERRITORIO LOMBARDO”

Come abbiamo avuto modo di illustrare nel corso dei numerosi incontri tenutisi sul territorio nei mesi di settembre e ottobre, con questo progetto di fusione intendiamo dare avvio ad un nuovo soggetto bancario che ci consenta di perseguire un migliore equilibrio dimensionale, territoriale e patrimoniale. Il tutto con l’obiettivo di rispondere al meglio ed in maniera più performante alle sfide del mercato e al nuovo contesto normativo europeo disegnato dalla BCE, ma soprattutto per rispondere al meglio alle esigenze dei Soci e dei Clienti BCC e continuare a garantire al territorio la presenza di una banca locale nuova, moderna e maggiormente strutturata al servizio delle nostre comunità.

Siamo convinti che la realizzazione del progetto di aggregazione delle due banche faciliterà una maggiore capacità di crescita organica e creerà i presupposti per un ruolo di riferimento sul territorio lombardo e nel futuro assetto nazionale del Credito Cooperativo.

Il soggetto che nascerà dall’aggregazione è una banca che continuerà a perseguire l’attenzione primaria sui proprio territorio di riferimento e con una massa critica maggiore, consentendo il  miglioramento della gamma e della qualità dei prodotti/servizi offerti, attivando un circolo virtuoso tra soddisfazione della clientela, sviluppo dell’attività e crescita di valore nel tempo. A questo si aggiungerà la possibilità di ancor meglio valorizzare il patrimonio di competenze esistente e di fare un utilizzo ottimale delle risorse, con un miglioramento dell’efficienza operativa.

L’ ambizione del progetto Banca del Territorio Lombardo è quella di essere il riferimento per i settori economici e sociali d’interesse nei territori in cui opera e per il Movimento del Credito Cooperativo, per il quale la nuova Banca vuole essere un’eccellenza in grado di superare gli elementi di criticità tipici delle banche di piccole dimensioni, al punto di rappresentare un modello inclusivo capace di aggregare progressivamente più soggetti accomunati dalla stessa visione strategica.

I NUMERI DEL PROGETTO DELLA “BANCA DEL TERRITORIO LOMBARDO”

Non c’è qui lo spazio fisico per illustrare nel dettaglio tutti gli aspetti numerici e dimensionali della nuova realtà che sono contenuti nella documentazione che verrà presentata nella prossima Assemblea e che abbiamo messo a disposizione dei Soci che volessero approfondire ogni aspetto dell’operazione.

Basti qui sottolineare che se la volontà dell’Assemblea dei Soci sarà quella di dare avvio al progetto della “Banca del Territorio lombardo”, nascerà la terza BCC nazionale, una realtà forte di 71 filiali sparse su nove provincie, dal Garda alla provincia di Milano, una delle zone più produttive d’Europa e a forte diversificazione del rischio, quasi quattro miliardi di attivo patrimoniale, un patrimonio superiore ai 350 milioni di Euro, 8.000 soci e 400 dipendenti, per i quali, non è scontato sottolinearlo nell’attuale congiuntura, non sono previsti esuberi.

Questi in sintesi ma nella sostanza i contenuti e gli obiettivi del progetto che sarà portato alla Vostra attenzione nella prossima Assemblea Generale dei Soci per essere valutato ed eventualmente condiviso ed attuato.

Siamo certi saprete valutare l’importanza che tale scelta assume per la nostra BCC, e di come essa possa rappresentare un’opportunità unica e decisiva di garantire alle nostre comunità il mantenimento dei valori che ci hanno sempre contraddistinto, consentendoci di portare avanti la nostra missione così come abbiamo fatto nei nostri 120 anni di storia.

Per questo è massima la disponibilità a fornire tutti i chiarimenti e gli approfondimenti utili per meglio comprendere e valutare la progettata fusione.

Da parte mia e di tutto il Consiglio di Amministrazione Vi giunga pertanto l’invito a partecipare attivamente e di persona all’Assemblea, dimostrando ancora una volta l’attaccamento e l’attenzione alla vita della nostra cooperativa.

 

La  Presidente

Renata Zecchi

 

VANTAGGI PER I  SOCI DELLA BCC DI BEDIZZOLE TURANO VALVESTINO
Una Banca di Credito Cooperativo solida che garantisce a soci e clienti, anche per il futuro, un servizio efficiente ed alle migliori condizioni.
Una Banca con un patrimonio in grado di assicurare autonomia decisionale ed indipendenza, con Amministratori eletti dai Soci in rappresentanza delle realtà locali.
Il mantenimento delle caratteristiche di Credito Cooperativo, con tutti i valori e la socialità ereditati dalle Casse Rurali ed Artigiane originarie.
La possibilità di mantenere  le iniziative sociali, di beneficienza, di attenzione verso i soci e gli enti delle nostre comunità , grazie ad una maggior capacità di reddito derivante da dimensioni adeguate ed efficienti.
Il mantenimento del “cuore” dell’operatività nella provincia di Brescia, evitando che in futuro le limitate dimensioni possano portare ad aggregazioni con realtà extra provinciali.
La garanzia del mantenimento di tutti i nostri sportelli bancari sul territorio con potenziamento degli stessi.
Il mantenimento di tutti i posti di lavoro dei nostri collaboratori non essendoci sovrapposizioni di Filiali e di conseguenza nessun esubero.
L’opportunità di dare vita ad una Banca di Credito Cooperativo  solida , di dimensioni adeguate, dove il ruolo della BCC di Bedizzole Turano Valvestino è strategico e la sua rappresentatività determinante (5/11 degli amministratori, vicepresidenza vicaria e presidenza del comitato esecutivo) duratura nel tempo.

 

La garanzia di poter decidere il nostro domani, al riparo dal rischio che congiuntura o interventi normativi possano, in un prossimo futuro, imporci con chi, dove e a quali condizioni aggregarci.
Dimensioni, territorio, patrimonio, e prospettive  tali da limitare al massimo il pericolo che future possibili crisi possano danneggiare soci, obbligazionisti, correntisti in  base alle nuove normative europee.